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L'apprendistato

Il decreto 276/2003, attuativo della Legge Biagi, ridisegna i contratti a contenuto formativo individuando tipologie di apprendistato:

- Apprendistato per l'acquisizione di un diploma o percorsi di alta formazione
Applicato a tutti i settori di attività, riguarda giovani tra i 18 e i 29 anni. È finalizzato al conseguimento di titoli di livello secondario (universitario, alta formazione, specializzazione tecnica superiore. La durata è rimessa alle regioni.

- Apprendistato professionalizzante
Applicato a tutti i settori di attività, riguarda giovani tra i 18 e i 29 anni. È finalizzato al conseguimento di una qualificazione attraverso una formazione sul lavoro. La durata va da 2 a 6 anni.

- Apprendistato per l'espletamento del diritto-dovere di istruzione e formazione
Applicato a tutti i settori di attività, riguarda giovani tra i 15 e i 18 anni. È finalizzato al conseguimento di una qualifica professionale. La durata non può essere superiore ai tre anni.


Apprendistato per l'espletamento del diritto dovere di istruzione

Con questa tipologia di contratto possono essere assunti i giovani che hanno compiuto i 15 anni (art. 48). Ciò vuol dire che con l'entrata in vigore della Riforma Moratti il contratto di apprendistato potrebbe diventare l'unica forma di lavoro possibile tra i 15 e i 18 anni. Questa forma di contratto può essere utilizzata da tutti i settori di attività, purché sia finalizzata al conseguimento di una qualifica professionale
La durata non può essere superiore ai 3 anni. Il decreto fornisce i criteri per determinare la durata del contratto, che dovrà essere definita in funzione:

- della qualifica da conseguire
- del titolo di studio
- dei crediti professionali e formativi acquisiti
- del bilancio delle competenze realizzato dai servizi pubblici per l'impiego o dai soggetti privati accreditati, mediante l'accertamento dei crediti formativi in base alla legge 28 marzo 2003 n. 53.

La determinazione dei profili formativi è rimessa alle Regioni e alle Province autonome di Trento e Bolzano, nel rispetto dei seguenti criteri:

 

- definizione della qualifica professionale ai sensi della legge 28 marzo 2003 n. 53
- previsione di un monte ore di formazione esterna o interna all'azienda congruo al conseguimento della qualifica professionale e coerente alla durata del contratto
- rinvio ai contratti collettivi per la determinazione delle modalità di erogazione della formazione aziendale
- riconoscimento della qualifica professionale, ai fini contrattuali, sulla base dei risultati conseguiti durante la formazione interna ed esterna all'azienda
- registrazione della formazione effettuata sul libretto formativo
- presenza di un tutor aziendale con formazione e competenze adeguate.


 

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