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Il contratto a progetto

 
Si tratta di nuovo contratto recentemente regolato dal decreto legislativo 276/03 con il l'intento teorico di limitare l'uso di quelle collaborazioni coordinate e continuative, che - avvalendosi di un ridotto costo del lavoro - nella sostanza mascherano rapporti di lavoro dipendente. 
In realtà anche la nuova norma, senza un adeguato intervento della contrattazione collettiva, consente di celare dietro a un contratto a progetto un rapporto di lavoro dipendente a tutti gli effetti. 
Di fatto le co.co.co. non sono state abrogate, ma continuano ad essere ammesse in specifici casi:
  • nel settore pubblico;  
  • nelle professioni intellettuali;  
  • per gli amministratori di società;  
  • per i partecipanti a collegi e commissioni;  
  • per coloro che percepiscono pensione di vecchiaia;  
  • per collaborazioni rese ai fini istituzionali per società sportive;  
  • per prestazioni nei limiti di 30 giorni e 5 mila euro annui.  
  • Quando si può assumere con contratto a progetto

    II collaboratore a progetto non è considerato dalla legge (art. 61-69 D.Lgs.276/03) un lavoratore dipendente, bensì autonomo.  

     
    Infatti la sua attività deve consistere nell'esecuzione di un progetto (o programma di lavoro, o fasi di esso), che deve poter gestire autonomamente senza sottostare al potere direttivo e disciplinare del datore di lavoro.  
     
    In realtà tale autonomia risulta limitata dal fatto che al collaboratore viene richiesto di operare all'interno del ciclo produttivo e dell'organizzazione aziendale, e anche di coordinare la propria attività ai tempi di lavoro e alle necessità dal committente (Circolare del Ministero del Lavoro 8 gennaio 2004). 


    Forma del contratto  

     

    II contratto a progetto deve avere una forma scritta - è questa la vera novità rispetto alle co.co.co per le quali il contratto scritto non è obbligatorio - e deve indicare:  
  • la durata determinata o determinabile del progetto;  
  • il contenuto del progetto o programma di lavoro (o fasi di esso);  
  • la retribuzione (e i criteri per la sua determinazione), i tempi e le modalità del pagamento e dei rimborsi spese;  
  • le modalità del coordinamento, anche temporale, con il datore di lavoro;  
  • le misure di tutela della salute e sicurezza. 
  •  
    In un eventuale contenzioso sulla natura del contratto, la forma scritta è essenziale per dimostrare l'esistenza o meno del progetto. In quest'ultimo caso il giudice può trasformare il rapporto di lavoro da progetto, in lavoro subordinato a tempo indeterminato. 
     

    Se invece il giudice accerta che l’attività svolta non consente l’autonomia organizzativa  del lavoratore (e quindi si tratta di lavoro subordinato a tutti gli effetti), può chiedere la trasformazione del contratto nella tipologia che si è concretamente realizzata (ad esempio partime, tempo de terminato, ecc).

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